martedì 24 novembre 2009

Addio a trapano e anestesia: arriva la resina tappa-carie


Il rivoluzionario sistema è stato messo a punto da un'equipe di scienziati tedeschi che assicurano: basta trattare la superfice del dente con un gel, che rende la lesione porosa e poi applicare la resina

Una ‘toppa' di resina per riparare le piccole carie o i primi segni di deterioramento dei denti. Un sistema che permette, in pratica, di conservare il sorriso in salute senza utilizzare trapano, anestesia nè eliminare tessuti sani.

Lo hanno messo a punto due equipe tedesche delle università Christian Albrecht di Kiel e Charite di Berlino, ed è già utilizzato in Germania dove i laboratori DMG Chemisch-Pharmazeutische Fabrik (GmbH) hanno lanciato il prodotto ad hoc ‘riparadenti'.

La tecnica consiste nel trattare la superfice del dente con un gel, che rende la lesione porosa. Si procede poi con un’asciugatura e con la successiva applicazione della resina, nata inizialmente per impedire ai denti di demineralizzarsi. La resina riempie, se necessario, e sigilla il dente, impedendo ai batteri di diffondersi. L’operazione si realizza in una sola seduta, con un costo inferiore ai 100 euro.

FONTE: quotidiano.net

lunedì 23 novembre 2009

La fantascienza è realtà. Ecco il raggio paralizzante


Scienziati dell'Università del Canada hanno sperimentato il dispositivo su un vermetto. Possibilità di sviluppo nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci


In termini banali è la scoperta di un raggio di luce capace di paralizzare un essere vivente. In termini scientifici è un passo ulteriore verso l'attivazione e lo spegnimento di agenti biochimici, con la possibilità di grandi risultati nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci. In termini pratici, infine, è anche uno studio che per ora ha implicato la sperimentazione su un povero vermetto, destinato, visto come procedono questi test, a essere il primo di una serie di animali soggiogati alla crudeltà della ricerca medica. Il vermetto in questione è il Caenorhabditis elegans, un nematode fasmidario, che vive nel suolo delle regioni temperate ed è lungo circa un millimetro. Il Caenorhabditis ha la sfortuna di essere un organismo relativamente semplice, ma di possedere molti dei sistemi e degli apparati presenti negli altri animali, cosa che lo rende un organismo modello molto usato per studiare la biologia dello sviluppo e dell'apoptosi, cioè la morte cellulare programmata. Un esempio su tutti: il Caenorhabditis è uno degli organismi più semplici con un sistema nervoso composto da 302 neuroni. Ora il vermetto potrà fregiarsi del record di essere il primo animale che ha fatto avverare il sogno di ogni scrittore di fantascienza, quelle pistole il cui raggio di luce è capace di bloccare il nemico in una paralisi subitanea. Per paralizzare i vermi gli scienziati hanno usato la molecola del dithienylethene che, se colpita dalla luce ultravioletta, cambia forma. AiCaenorhabditis è stata somministrata una soluzione con la molecola (di solito si nutrono di batteri) e una volta che sono stati "bombardati" con i raggi Uv non sono stati in grado di muoversi né di reagire a stimoli indotti. Soltanto una volta esposti di nuovo alla luce visibile i vermi sono stati in grado di riacquistare il movimento, come documentano le sequenze fotografiche e il video girato dagli studiosi dell'Università del Canada, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society. Il comportamento della molecola di dithienylethene era già noto, ma è la prima volta che "l'effetto interruttore" è stato dimostrato in un organismo animale vivente. I ricercatori canadesi si rendono conto delle implicazioni etiche di un tale esperimento e il coordinatore dell'esperimento, Neil Branda, ha dichiarato alla Bbc: "Non sono convinto dell'uso legittimo di uno strumento per paralizzare un organismo, ma finché qualcuno non affermerà il contrario non possiamo neanche escludere l'utilità dell'applicazione pratica di un tale strumento".

FONTE: Cristina Nadotti (repubblica.it)

sabato 21 novembre 2009

Il cervello del gatto clonato in un chip


Il presidente degli Usa Barack Obama, alla fine, ha ammesso quello che diversi economisti, spesso fuori dall'ufficialità, dicono da tempo:esiste il rischio di una ricaduta in recessione. O se si vuole, in maniera piùpolitically corret: la ripresa potrebbe assumere le sembianze di una«W».

A ben vedere nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno, nel territorio inesplorato dell'attuale congiuntura, può dire cosa accadrà da qui a pochi mesi. Certo, probabilmente non vedremo la Borsa tornare nella "Fossa delle Marianne" del 9 marzo scorso (almeno si spera). Ma se la rimonta indosserà un abito a forma di «L», «W» oppure di saxofono (sì, gira anche questa nuova figura per delineare il possibile andamento del Pil) sarà sempre questione di maggiore o minore probabilità di uno scenario rispetto all'altro.

Diamo i numeri...
Nel terzo trimestre 2009, la prima lettura del Pil Usa ha indicato una crescita annualizzata del 3,5 per cento. Un bel balzo rispetto al calo del 6,4% tra gennaio e marzo. Non pochi hanno sentenziato: «Basta con i catastrofismi! Il peggio è alle spalle, siamo fuori dalla crisi». Ok, certo. Ma come dimenticare che il governo di Washington ha profuso a piene mani incentivi e sostegno all'economia? «La ripresa - ribattono molti esperti -è dopata. Bisogna attendere quando il sostegno "pubblico" verrà meno». Il passaggio di testimone tra la politica espansiva dell'amministrazione di Obama e la spesa di Mr e Mrs Smith è fondamentale: dovesse fallire sarebbero guai. Allora senza alcuna pretesa di esaustività, per cercare di capire ciò che può essere, alcune variabili, come riporta la stessa CnnMoney, offrono spunti interessanti. Indicatori legati all'economia Usa, ma che valgono anche per altri mercati.

La disoccupazione preoccupa
Il tasso di disoccupazione, in ottobre, è salito al 10,2%, il massimo negli ultimi 26 anni. Un dato che preoccupa la Casa Bianca. È banale ricordare che più le persone perdono impiego e busta paga, più la propensione al consumo diminuisce. Cioè, la domanda aggregata si sgonfia. Non solo: la mancanza di uno stipendio (che è anche una "tragedia" dell'esistenza, non solo economica) impedisce di pagare le rate dei muti, facendo lievitare le insolvenze. Come dimostrano i numeri: il tasso di morosità dei prestititi sulle multiproprietà di Fannie Mac alla fine di settembre è salito allo 0,62%, contro lo 0,16% del 2008; mentre oltre il 14% dei titolari di mutui per l'acquisto di una casa risulta o insolvente o in ritardo di più di tre mesi sui pagamenti. Insomma, la situazione non è rosea. Bisogna ricordare, peraltro, che gli economisti guardano anche ai "payroll", cioè all'andamento delle buste paga. In ottobre ne sono andate perse più di 190mila, un valore maggiore della media di mensile negativa che ha caratterizzato la recessione del 2001. Se il trend continua... sono dolori.

Le vendite al dettaglio: si spera nel Natale
Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio hanno mostrato, negli ultimi mesi, alcuni segnali di ripresa: escludendo le auto (che hanno beneficiato di forti incentivi per le vendite), sono salite in cinque sugli ultimi sei mesi. La National retail foundation, peraltro, stima che lo shopping nell'importantissimo periodo natalizio sarà in flessione dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Un andamento migliore delle aspettative allontanerebbe, di molto, i timori di stallo dell'economia. Sarà così? Difficile rispondere: la disoccupazione, cui si aggiunge la stretta sul credito, gioca un ruolo fondamentale. Alcuni economisti, anche in Italia, sottolineano che il problema negli Usa è stato proprio quello di un boom della domanda dopata dal debito. «È ora - sostengono - che gli americani siano meno cicale e diventino più formiche». Si tratta di una bella tentazione teorica. Tuttavia, il consumer spending vale circa il 70% dell'attività economica nazionale. David Wyss, capo economista di S&P's ricorda alla CnnMoney : «Se i consumatori, a Natale, (e già durante il Thanksginving, ndr) avranno paura di fronte alle vetrine, potremmo ricadere in recessione». Si potrà obiettare: ma la spinta deve arrivare dall'Europa e dai paesi (ex) emergenti, Cina in testa. Considerazione plausibile ma, è il commento di molti, ipotizzare una ripartenza senza Stati Uniti è utopia.

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

venerdì 20 novembre 2009

Gb, presto il cerotto intelligente legge i parametri vitali wireless


È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute completamente senza fili

Un cerotto intelligente applicato sul torace che è in grado di monitorare il battito cardiaco, la pressione e altri parametri vitali. È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute in modalità wireless. Proprio qui è il grande vantaggio del cerotto: oggi i pazienti che necessitano di monitoraggio costante sono attaccati a apparecchi wired che ne limitano i movimenti. L’adesivo intelligente, invece, è completamente senza fili.

Inoltre, il cerotto non si limita a controllare i segnali vitali ma può essere programmato per identificare altri importanti indicatori della salute del paziente. Adesso i ricercatori cercheranno di capire come questo apparecchio usa e getta si comporta in diversi scenari, spiega il dottor Nick Oliver, clinical research fellow dell’Institute of Biomedical Engineering dell’Imperial College London, che supervisionerà i trial. I primi test dovranno provare l’accuratezza dei dati che vengono raccolti e trasmessi dal cerotto per assicurarsi che diano informazioni corrette sulle condizioni del paziente.

L’apparecchio base monitora: temperatura, battito cardiaco e respirazione. In una seconda serie di trial, i cerotti verranno applicati su pazienti in convalescenza da malattie minori per vedere che cosa succede all’adesivo durante una doccia o una radiografia. Altri test invece useranno il cerotto per il monitoraggio della salute di persone in convalescenza dopo malattie respiratorie gravi. "Analizzeremo i dati raccolti in situazioni più complesse", spiega il dottor Oliver.

"Vogliamo essere sicuri che il cerotto sia affidabile". L’adesivo intelligente è stato sviluppato all’Imperial College dal Professor Chris Toumazou; per ora verrà usato negli ospedali ma potrebbe anche servire per il monitoraggio a distanza, perchè i dati possono viaggiare in Rete verso una sede centrale dove vengono immediatamente letti e analizzati. Keith Errey, co-fondatore della Toumaz Technology, l’azienda che sta sviluppando l’idea del professor Toumazou, fa notare che il cerotto intelligente può controllare molto più che i parametri vitali di base.

Errey descrive l’adesivo hi tech come una "piattaforma" che può essere dotata di ogni genere di sensori capaci di controllare tutti gli indicatori della salute, come i livelli di glucosio o la pressione del sangue in diverse parti del corpo. Inoltre il cerotto può essere usato come localizzatore per permettere a medici e infermieri di sapere sempre dove sono i loro pazienti, specialmente quelli a rischio cadute.

FONTE: quotidiano.net

giovedì 19 novembre 2009

Sesso troppo veloce? Speranze da uno spray: buoni i primi test


Uno spray ad uso locale come rimedio contro l'eiaculazione precoce: un farmaco sperimentale ha infatti dimostrato ai test clinici la capacità di ritardare di cinque volte l'eiaculazione. I risultati dei test sono stati presentati al meeting annuale della Società di Medicina Sessuale americana in corso a San Diego.

Il farmaco prodotto da Sciele Pharma, Inc. Shionogi Company and Plethora Solutions Limited è fatto di due principi attivi (lidocaina e prilocaina) e viene somministrato in aerosol sul glande cinque minuti prima del rapporto. I test clinici sono stati svolti su 256 maschi statunitensi, polacchi e canadesi afferenti a 38 centri, spiega Patrick Fourteau, direttore generale della compagnia, ed «hanno dimostrato che il farmaco ritarda l'eiculazione di cinque volte rispetto al placebo, migliorando molto la soddisfazione non solo del maschio ma anche della partner». Dopo questi risultati l'azienda è in procinto di chiedere l'autorizzazione per il farmaco alla Food and Drug Administration.

Tre giorni di visite gratuite. Contro il sesso troppo veloce visite gratuite, dal 25 al 27 novembre prossimo, in tutta Italia, un disturbo che colpisce 3,5 mln di uomini. In più di 260 centri di tutta la Penisola 580 medici specialisti di tre importanti società scientifiche (Sia, Siams e Siu) visiteranno gratuitamente e su appuntamento.
Telefonando al numero verde 800933318 o andando sul sitowww.eiaculazioneprecocestop.it è possibile trovare il Centro più vicino a cui telefonare per prenotare la visita gratuita.

FONTE: ilmessaggero.it

mercoledì 18 novembre 2009

Ecco Braive l'auto del futuro che si guida da sola


Il prototipo è stato progettato da VisLab, un gruppo di ricerca nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma, costituito da un team di 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale

Un giro dimostrativo all’interno della Fiera di Bologna, senza nessuno alla guida: solo i passeggeri sui sedili posteriori. Il prototipo BRAiVE, l’auto che si muove in modo autonomo messa a punto da VisLab, lo spin off nato nella facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, è stato presentato oggi a R2B Days, la manifestazione dedicata all’innovazione in corso a Bologna.

Passeggero dell’auto del futuro l’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna Duccio Campagnoli, insieme a Alberto Broggi, presidente di VisLab e responsabile del gruppo di ricerca che ha realizzato il prototipo. "Questo veicolo che si guida da solo - ha detto Campagnoli al termine della dimostrazione - rappresenta uno degli esempi più significativi delle capacità della ricerca e della tecnologia presenti in Emilia-Romagna, in questo caso all’Università di Parma. Dopo Ferrari, Ducati, Maserati, la nostra regione è in grado di realizzare un’auto che potrà trovare larga applicazione nel campo della sicurezza stradale, delle macchine agricole, della logistica. Questo prototipo rappresenta al meglio quello che abbiamo in mente per i nuovi Tecnopoli: una manifattura del futuro, in grado di unire all’eccellenza della meccanica, le applicazioni dell’elettronica e delle nuove tecnologie".

Il VisLab è un gruppo di ricerca inizialmente nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma agli inizi degli anni '90. L’attività di ricerca del VisLab, da sempre focalizzata sull’incremento della sicurezza stradale, si è arricchita di diverse applicazioni che - grazie a collaborazioni con industrie di tutto il mondo - ha portato il VisLab ad essere un laboratorio di riferimento a livello globale. Formato da 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale, VisLab è ora diventato uno spin-off con l’obiettivo di trasferire nell’ambito industriale le tecnologie finora sviluppate. Oltre a lavorare con aziende del calibro di Caterpillar, Rockwell Collins, e TopCon, e diverse case automobilistiche, il VisLab ha lanciato alcuni progetti strategici interni che sono destinati a segnare il corso della storia nel campo dei trasporti intelligenti.

fonte agi e quotidiano.net


martedì 17 novembre 2009

SE IL CERVELLO FA CILECCA E' COLPA DEI DENTI, STUDIO


Un nuovo studio sembra suggerire che una buona cura dei denti (usare lo spazzolino dopo ogni pasto, visitare il dentista regolarmente), puo' aiutare gli adulti a mantenere intatte le loro abilita' mentali. Un gruppo di ricerca americano ha infatti scoperto che gli adulti di piu' di 60 anni con i livelli piu' alti del patogeno Porphyromonas gingivalis avevano tre volte piu' probabilita' di non riuscire a tenere a mente una sequenza di tre parole rispetto agli adulti con i livelli piu' bassi dello stesso patogeno. Il Porphyromonas gingivalis e' un microbo che causa infezioni e parodontiti. Il dottor James M. Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons di New York City e i colleghi hanno anche scoperto che gli adulti con i piu' alti livelli di questo patogeno avevano il doppio delle probabilita' di sbagliare delle sottrazioni complesse. Questi risultati, pubblicati dalla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, si basano su oltre 2.300 uomini e donne sottoposti a test per vedere se soffrivano di periodontite e a cui e' stato chiesto di completare una serie di prove che misurano le abilita' mentali. I soggetti prendevano parte al piu' vasto studio chiamato National Health and Nutrition Examination Survey III, che ha avuto luogo tra il 1991 e il 1994. Nel complesso, il 5,7% degli adulti aveva problemi a completare alcuni test di memoria e il 6,5% non e' riuscito nelle sottrazioni complesse. I risultati a questi test erano scarsi soprattutto nelle persone con i piu' alti livelli di patogeni nella bocca. Gia' altre ricerche hanno stabilito una forte associazione tra la salute orale e le malattie di cuore, l'ictus e il diabete, nonche' l'Alzheimer. La malattia gengivale potrebbe influire sulla buona funzionalita' del cervello tramite diversi meccanismi, secondo l'equipe del dottor Noble; per esempio, scatenando uno stato di infiammazione in tutto il corpo. In un commento che accompagna la pubblicazione dello studio, il dottor Robert Stewart, del King's College London, afferma che "questa ricerca si unisce alle prove sempre piu' numerose che collegano la salute della bocca e dei denti alla funzionalita' cerebrale".

FONTE: agi.it

lunedì 16 novembre 2009

Voyager X-Drive, viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino


Viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino Immaginiamo di camminare per i Fori Imperiali, passare davanti alle rovine della Basilica Emilia, inquadrarla con lo schermo del nostro telefonino e.. vederla esattamente come era nel 179 a.C. Non è uno scherzo, ma ciò che promette Voyager X-Drive, un’applicazione ideata da Illusionetwork, giovane società romana fondata nel 2005 da Fabrizio Terranova per la creazione di videogiochi e lo sviluppo di tecnologie per il 3D in tempo reale. Il software, che ancor prima di arrivare sul mercato già stuzzica l’interesse di aziende, università e amministrazioni pubbliche, si è guadagnato il primo premio dell’Innovation Day, evento dello Smau di Milano dedicato alle start-up italiane che abbiano saputo trasformare idee innovative in progetti di business concreti e promettenti. Facciamo due chiacchiere con Fabrizio per capirne un po’ di più.
Quando è nata l’idea di Voyager X-Drive?
Ho cominciato a pensare al progetto nel 2007. Mi chiedevo: come si possono migliorare i tradizionali sistemi di navigazione pensati per i turisti? Che tipo di servizio aggiungere? In che modo è possibile mutuare le tecnologie dei videogiochi per i sistemi di navigazione? La risposta a tutte queste domande è stata Voyager
Di cosa si tratta?
Voyager X-Drive è la prima applicazione 4D per dispositivi mobili in tempo reale dedicata al mondo dell’arte, dell’architettura e della storia. In altre parole, scaricando l’applicazione sul proprio telefonino, è possibile inquadrare un monumento antico e vederlo esattamente com’era nel passato. Questo il significato del termine 4D: il software combina la ricostruzione 3D con il fattore temporale, la quarta dimensione dell’applicazione È come essere risucchiati da un buco nero! Esatto. Naturalmente si tratta di una ricostruzione virtuale. Nessun viaggio nel tempo come in un film di fantascienza, ma grazie a Voyager il cellulare diventa una sorta di portale temporale che punta verso il passato. Ciò permette di fruire dei contenuti storici in tempo reale, mentre si è in loco, ed è questo è il carattere esclusivo dell’applicazione, la prima di questo genere
Come funziona?
Il sistema è molto semplice: basta un gps, una bussola elettronica e un accelerometro. Il software è un contenitore di scene 3D, ovvero le ricostruzioni tridimensionali dei monumenti. Ad ogni ricostruzione è associato un set di coordinate che ne individua la reale posizione nello spazio. Quando inquadro un monumento con lo schermo del mio telefonino, il software allinea le coordinate rilevate dal gps in quel luogo e momento con quelle associate alla sua ricostruzione virtuale. Il risultato è che sullo schermo non mi appare il monumento così com’è, ma com’era nel passato. Quindi, teoricamente, con lo stesso sistema è possibile anche guardare nel futuro Certamente. Pensiamo, ad esempio, ad una persona che voglia “vedere” come sarà la sua nuova casa in campagna. Basta sviluppare il progetto in 3D, definire le coordinate del luogo in cui saranno gettate le fondamenta, recarsi sul posto e inquadrarlo con il telefonino. La casa è pronta! Lo stesso può funzionare per immaginare come sarà l’effetto finale di una grande opera pubblica
Tornando al presente, cosa possiamo vedere oggi con Voyager X-Drive?
Per ora abbiamo “mappato” solo l’area dei Fori Imperiali a Roma. Ma il software è un contenitore vuoto, che potenzialmente possiamo riempire con tutti i contenuti che vogliamo. Penso alla Valle dei Templi, al Partenone o, perché no, alle rovine cambogiane di Angkor Vat. Voyager è una porta aperta sulla storia di tutto il Mondo
È già possibile scaricare l’applicazione?
Il software sarà disponibile tra circa un mese per l’iPhone 3GS e potrà essere acquistato sull’App Store al prezzo di 3,99 euro. Quindi, chi possiede un’iPhone 3GS potrà passeggiare ai Fori Imperiali e godersi la Roma del passato. Ma il nostro obiettivo è trasportare il software anche su altri sistemi operativi mobili, ad esempio Symbian o Windows mobile.

FONTE: ilmessaggero.it